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Non esistono le parole perfette

Non esistono parole perfette.

La perfezione annoia. E’ un qualcosa a cui tutti dobbiamo tendere sapendo, però, che rappresenta un punto inarrivabile.

Qualche giorno fa alla Factory ci siamo imbattuti in questo post che racconta di Marina Abramovic e le nostre convinzioni si sono fatte ancora più forti.

Quando un cliente ci chiede un piano di comunicazione perfetto, lo guardiamo con un sorriso e diciamo subito che noi di perfetto non possiamo fare niente.

«Il fallimento è una parte molto importante del successo. Se non si fallisce, significa che non si è rischiato nulla o che si sta ripetendo se stessi.» Niente di più vero.

Adesso, non prendete alla lettera questa affermazione,  ma contestualizzatela (come dovremo sempre fare)…

Partite dalla seconda parte del messaggio:

Se non si fallisce significa che non si è rischiato nulla

Vi chiederete perchè rischiare, se le cose vanno bene…

Semplice. Si rischia per trasformnare un semplice marchio in un brand, si rischia per aumentare il fatturato, si rischia perchè chi sta fermo è perduto. A volte più di chi rischia e a un certo punto decide di fermarsi.

si sta ripetendo se stessi

Niente di più noioso. Ripetere all’infinito noi stessi. Quello che siamo stati non deve essere necessariamente quello che saremo. Le parole che ci rappresentavano non sono quelle che ci rappresentano oggi e ancora meno saranno quelle che ci rappresenteranno domani. La storia la dobbiamo sempre tener ben presente, le nostre origini sono fondamentali, ma non dobbiamo dipendere dalla nostra storia.

Le parole hanno un peso.

Quello che noi gli attribuiamo e quello che gli attribuiscono i lettori, in un rapporto biunivoco dove sia lo scrittore, sia il lettore sono protagonisti.

Si scrive per essere letti.

In questa ottica il legame tra i due protagonisti diventa indissolubile.

Noi amiamo la punteggiatura. La punteggiatura scandisce il ritmo e il ritmo che ne deriva risulta così estremamente fluido. Morbido o ritmico a seconda del testo.

Ma amiamo anche i simboli, le emotion che sui nuovi mezzi di comunicazione non possono mancare.

Così, quando dovete scrivere una storia, mettetevi seduti, respirate e iniziate buttare giù parole. A caso. Scritte più grandi opiù piccole, messe al centro o ai lati in un caos che in realtà è sarà la vostra griglia di partenza. Una volta fatto questo, depennate alcune, aggiunte altre, posate il blocco sulla scrivania e iniziate a scrivere sul computer. Adesso le parole diventano frasi e le frasi andranno a far parte di un tutto che si forma e che contraddistinguerà il brand davanti a tutti.

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